La prima rotta, tracciata per isocrone

Quale via la porta a destinazione prima, con il vento che verrà? Vi ha risposto la prima rotta di Saily WR, tracciata per isocrone sulla previsione GFS.

Prima di una traversata, ogni skipper si pone la stessa domanda: con il vento che verrà, quale via mi porta a destinazione prima? Rispondere a mano significa leggere una previsione ora per ora, con la polare della barca in mente, e indovinare dove virare o strambare. È lento, e la via migliore è raramente quella ovvia.

Saily WR risponde con il metodo delle isocrone. Dalla partenza, la barca parte su tutte le prue contemporaneamente, alla velocità che la sua polare indica per il vento che incontra; i punti che potrebbe raggiungere dopo ogni passo temporale formano una linea, l'isocrona. Passo dopo passo, le linee si allargano finché una di esse tocca la destinazione, e risalendo a ritroso da quel punto si ottiene la rotta più veloce.

Mappa della costa da Concarneau a Le Palais, con linee isocrone grigie che si aprono a ventaglio dalla partenza e la rotta che le attraversa fino alla destinazione.
Da Concarneau a Le Palais: ogni linea grigia è un'isocrona, dove la barca potrebbe trovarsi un passo più tardi, e la rotta è ricostruita a ritroso da quella che ha toccato la destinazione.

Questa prima versione leggeva un solo modello, il GFS della NOAA, che prevede il vento su tutto il mondo fino a sedici giorni, e tracciava la rotta su una mappa dove due clic posizionavano la partenza e la destinazione. Un'uscita di un giorno nella baia o una traversata oceanica di due settimane: la domanda è la stessa, e anche il metodo.

Si rende utile proprio dove la via ovvia è quella sbagliata. Di bolina verso un porto sopravvento, con un vento che nel pomeriggio dovrebbe ruotare a destra, quale bordo per primo? Le isocrone li provano entrambi, e tutte le prue intermedie, e la rotta mostra quale lato paga e più o meno quando virare. Cambi l'orario di partenza, e vedrà se partire all'alba o dopo pranzo la porta a destinazione più presto, ancora prima di mollare gli ormeggi.

Una rotta vale quanto ciò su cui si basa. Naviga nel vento della previsione, e se la previsione sbaglia, sbaglia anche la rotta; si fida della polare, che poche barche rispettano al nodo. Non sa nulla dello stato del mare, della stanchezza dell'equipaggio né delle rotte del traffico navale: è la prima riga della preparazione di una traversata, e la decisione resta allo skipper.

Fonti

  1. Practical Weather Routing of Sail-assisted Motor Vessels, H. Hagiwara e J. A. Spaans, The Journal of Navigation, 1987
  2. Global Forecast System (GFS), NOAA

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